rispolverando nello scaffale

 

 

 

 Brillat-Savarin, Jean Anthelme
 Fisiologia del gusto, ovvero Meditazioni di
 gastronomia trascendente
/ Anthelme Brillat-Savarin ; 
 con una nota di Honore deBalzac e le illustrazioni di Andrew Johnson ;
 introduzione di Jean-Francois Revel ;traduzione di Dino Provenzal
 Pubblicazione: Milano : Biblioteca Universale Rizzoli, 1985

 

 

La ‘Fisiologia del gusto il primo libro filosofico  sulla cucina e sulla gstronomia e ha nobilitato un settore della vita umana che fino a Brillat- Savarin era intellettualmente trascurto.

Non un vero libro di cucina, anche se contine alcune ricette, esso tratta i principi generali della gastronomia: dei sensi, del gusto, dell’appetito, dei piaceri della tavola, della digestione, del riposo e del sonno. Brillat-Savarin vuole cogliere il tipicamente umano del ‘saper mangiare’, che non si fonda sul bisogno fisiologico ma sul desiderio psicologico.

 

I cuochi del clero hanno fatto progredire l’arte della cucina.Il tutto scritto nello stile più amabile e ironico, uno stile che fa di questo celebre libro, come Jean- Francois Revel ‘molto più che un documento storico, ne fa il messale della decolpevolizzazione dell’epicureo moderato’

 

 


Filippini, Enrico ‘La verità ¤el gatto : Interviste e ritratti 1977-1987 ; a cura di /federico Pietranera ; con un introduzione di / Umberto Eco – Torino : Einaudi, 1990.

 

     ‘Un diario filosofico nelle interviste di un inviato un poco speciale’

                                                                                                Umberto Eco

 

Enrico Filippini prese a collaborare a ‘La Repubblica’ nel 1976, cioè ¡lla nascita stessa del quotidiano. Aveva allora quarantaquattro anni, veniva da studi di filosofia, aveva tradotto alcuni maestri del pensiero moderno, da Husserel a  Benjamin, e con straordinaria passione e intelligenza aveva contribuito a fondere il catalogo, non solo per la letteratura, della casa editrice Feltrinelli.

 

       La possibilità ¤i esprimersi gli è stata offerta dal giornalismo culturale, la cui natura effimera gli appariva confortevole, come se fosse di poco impegno esistenziale scrivere su foglie destinate a perdersi sull’acqua.

(Umberto Eco)

 

 


 

Tahar Ben Jelloun ‘L’amicia’ – Torino : Einaudi, 1995

 

    L’amicizia è una religione senza Dio né giudizio universale. E non c’è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all’amore. Ma un amore dove la guerra e l’odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile. (così inizia il libro di Tahar Ben Jelloun)

 

 

Paolo Volponi ‘La strada per Roma’- Premio Strega 1991

 

,……ci sono sopratutto molti giovani perduti nelle piccole città, nei paesi, gonfi d’amore e di passione per le cose della letteratura ma non fanno mai gruppo, sono costretti a lasciar colare la loro storia su un fondo d’inerzia e di buio. (così inizia nella prefazione la storia di Guido protagonista del romano-romanzo)

 

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