angolo della poesia

 Naufraghi nel mare della vita…se vi è rimedio, perchè te la prendi? Se non vi è¨ rimedio, perche te la prendi? (Confucio)

 

 

 

Se tu non m’amassi t’amerei

 

per i tuoi seni nudi

per la tua pelle umida

 per il tuo odore d’agrumi

per il tuo sudore acro

 per il tuo sapore nocciola

per le tue piccole labbra

per i tuoi capelli increspati

per il tuo carattere volubile

per il tuo sorriso melanconico

per i tuoi occhi menzogneri

per le tue mani lunghe

per il tuo parlare a cenni

per il tuo gustare il vino

per il tuo tatto vellutato

per il tuo perizoma rosso

per la tua insensibilità 

sensibilità 

per il tuo valicare sulla via

E ancora, ancora

Se tu non m’amassi t’amerei

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è disdicevole quando ci si piace

il difficile è ammetterlo, a volte, a noi stessi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci vediamo

ma quando staremo semplicemente insieme

teneramente abbracciati dal vento

nel fresco odore dell’acqua

 

 

 

 

 

cullati dalle onde del mare

gustando fragole

a ritmo

del cinguettio degli uccelli

incantati dal  tramonto

nell’attesa dell’alba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                

 

PASSI NELLA NOTTE

 

Liberi pensieri a tre voci tratti da un nastro registrato in una sera d’estate di qualche tempo fa.

 

 

 

 

La no t te

 

Una nave che lascia il suo porto verso improbabili scali.

Una città  invi si bi le. Un giuoco azza r dato.

 

La notte. Delle ombre sulla ghiaia.

Un uomo, le sue mani ed i suoi pe n si eri.

Un vecchio ricordo, un assurdo incomprensibile, una sfera impenetrabile, eppure siamo qua nella notte. 

La notte. Un sogno mancato di un giorno lo n ta no.

Un triste volto ed uno allegro, sentimenti celati dietro gli occhi, dietro un mondo che non ha fine, non ha inizio, ha solo il suo centro ed è vitale.

La notte.

Si, questa notte           questa raggiante luce su questo umile mondo.

La notte. Perchè la notte? Perchè è notte!

Proprietà  di ognuno, ognuna diversa dall’altra, essa ci confonde eppure ci mostra il vero volto di ciascuno.  

Una atmosfera rarefatta, un’oasi fluttuante, nascondersi nella notte, questa poesia senza tempo, senza sguardo, nell’oscurità  profonda un abisso e poi tu.

La notte. Un cane fradicio che se ne va svolazzando la coda sul marciapiede bagnato.

La notte, e al centro di essa un grande sole innaturale, più forte di quello mattutino, un sole che ci riscalda non la pelle e nemmeno l’anima, ma un qualcosa che non so spiegare.

Tetri rimpianti assalgono queste regioni dell’anima e spingono nell’onirico, nelle rimembranze, una luce senza tempo è qui con me.

La notte. Uno sguardo che mi fissa nel buio, un vecchio, una mano tremante, due gocce di rugiada su di un petalo di rosa illuminato dalla luce di una candela. La notte, antichi rimedi di ricordi appartati, svaniti e addolciti dal sapore di quel buio.

La notte non ha partiti, non ha dogmi, non ha simboli, non ha forme se non quella che le diamo noi.

Questo stelo di note, questa voce incessante, silenziosa che mi turba ma che dolcemente viene e se ne va’, perdendomi in Te dolce oscurità.

La notte. Ma che notte, la notte. Ma cos’è la notte? Ognuno ha scovato

un verso

una forma

un colore

un odore

un calore

ma lei sola rimane la grande regina. La Notte.

Una donna stanca, sottile, canuta si trascina su una strada indistinta, reca un libro con su scritte parole incomprensibili e si trascina ancora, ora che nessun lampione accede al suo cammino, ma all’improvviso una luce

percepisco

la vedo ogni notte, è la luce dei suoi sogni.

La notte.

Una fanciulla brunetta assai graziosa, mi porge lo sguardo rispondo al suo sguardo, è lei in questo mondo incontaminato, in questo, essenza

Ah perbacco ho perso il filo

la notte è

bella,

ammaliatrice,

che a volte ci fa perdere il filo,

poi lavori tutto il giorno per trovarlo

rincontrarlo

e intanto  passa tutta la vita non riesci  mai a venirne a capo.

La notte è questa.

L’idea di uno spettaolo

in uno spazio libero

ammesso che ci sia,

per un teatro Nuovo,

il Teatro del Teatro

il Teatro che si fa al di fuori del Teatro

 

Questo è il Teatro,

non certamente quello accademico,

vezzoso

un po’ lezioso

 

perchè il Teatro E’ 

la sua rappresentazione non è altra che la morte di esso.

 

 

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